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Boccaccio's Trattatello in laude di Dante, Or Dante Resartus

  • Todd Boli (a1)

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Boccaccio's Trattatello in laude di Dante is notoriously unreliable as an historical biography of the poet. Much of what is doubtful in the Trattatello has been blamed on simple misinformation, the influence of literary convention, the misreading of Dante's works, or pure invention on the part of the author. Especially susceptible to objection has been the Trattatello's representation of Dante's personal character. Leonardo Bruni, the first to offer an assessment, found Boccaccio's portrayal of Dante distorted and inadequate, and Bruni's pronouncement established an interpretative commonplace from which critical opinion has never been entirely free: “It seemed to me that our Boccaccio … described the life and manners of so sublime a poet just as though he were writing the Filocolo, or the Filostrato, or the Fiammetta, for he is all full of love and sighs and burning tears, as though the man had been born into this world merely to turn up in those ten days … related in the Centonovelle [Decameron].“

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1 ‘mi parve che il nostro Boccaccio … cosí scrivesse la vita e i costumi di tanto sublime Poeta, come se a scrivere avesse il Filocolo, o il Filostrato, o la Fiammetta. Perocché tutto d'amore e di sospiri e di cocenti lagrime è pieno; come se l'uomo nascesse in questo mondo solamente per ritrovarsi in quelle died giornate … raccontate … nelle Cento Novelle.” Leonardo Bruni, Il libro della vita, studi e costumi di Dante in Le vite di Dante, Petrarca e Boccaccio, ed. Angelo Solerti (Milan, 1904) 98. All translations are the author's

2 “Il tema corale del Trattatello é l'esaltazione dell'aspra difesa con cui Dante ha mantenuto una fedelta eroica alia vocazione di dotto e di poeta contro gli impediment di una vita disagiata. Attorno a questa proposta centrale ramificano gli esami accesi su urgenti temi retorici: come quella esposizione sull'origine e sul valore della poesia. Ma anche questa volta, questo descrittore ripete le evasioni coi salti fantastici nelle licenze gioiose da novelliere: che le tradizioni di biografia letteraria e agiografica approvano senza riserve. E naturalmente anzi tutto riprende prestiti sorprendentemente rapidi e gonfi dalle immaginazioni che già ha sviluppato. Cosí ritaglia con colpi secchi larghi lembi della leggenda che aveva proposto per e per Fiammetta e con adattamenti frettolosi li ricuce in questa nuova leggenda di poeta, non più elegiaca ma epica.” Giuseppe Billanovich, “La leggenda dantesca del Boccaccio dalla lettera di Ilaro al Trattatello in laude di Dante” (orig. in Prime ricerche dantesche [Rome, 1947]), Studidanteschi, 28 (1949): 45-144, at 102-103.

3 “un'esemplare e appassionata biografia.” Vittore Branca, Giovanni Boccaccio: Profilo biografico (1967; rpt., with minor revisions, Florence, 1977), 108.

4 “teso a divulgare la leggenda del poeta teologo che lotta vittorioso contro infiniti ostacoli per il trionfo del bello e del vero.” Pier Giorgio Ricci, ed., Trattatello in laude di Dante, in Tutte le opere di Giovanni Boccaccio, 3 (Milan, 1974): 425.

5 “andò nei luoghi ove Dante era stato, … interpellò qualche parente, accolse questa e quella diceria, la vera e la falsa, la verisimile e l'assurda: e si capisce che, seguendo il suo istinto di narratore, egli ne scegliesse certune, abbellendone i particolari, infiorandoli di fronzoli letterari.” Giorgio Padoan, rev. of “Dante nella prospettiva del Boccaccio,” by Rossi, Aldo, Studi sul Boccaccio, 1 (1963): 517-28, at 524.

6 “contento [sono] sempre, e in questo e in ciascuna altra cosa, da ciascuno piu savio, la dove io difettuosamente parlassi, essere corretto.” Trattatello 9.

“se io in parte alcuna ho errato, darò materia altrui di scrivere, per dire il vero, del nostro Dante, ove infino a qui niuno truovo averlo fatto.” Trattatello 206. All references are to the first redaction of the Trattatello in Ricci's edition cited above. The shorter second and third redactions present a substantially different work, and the reasons for not treating them in this study are discussed below in n. 62.

7 “orazione di difesa.” Billanovich 64. Whether the letter, reported in a critical edition at the end of Billanovich's article, is really Boccaccio's forgery, as Billanovich argues, is another question. See Padoan in favor of its authenticity in “Ilaro,” Enciclopedia dantesca, 2nded., (Rome, 1984) 3: 361-63.

8 “Temo la infamia di tanta passione avere seguita, quanta concepe chi legge le sopra nominate canzoni in me avere segnoreggiata… . “ Dante Alighieri, Il convivio, ed. G. Busnelli and G. Vandelli, 2nd ed., rev. Antonio Enzo Quaglio (Florence, 1964) 1.2.16.

“sono andato, mostrando contra mia voglia la piaga de la fortuna, che suole ingiustamente al piagato moke volte essere imputata.” Convivio 1.3.5.

“Poi che purgato è questo pane da le macule accidentali, rimane ad escusare lui da una sustanziale, cioè da l'essere vulgare e non latino… . “ Convivio 1.5.1.

9 “Theologus Dantes, nullius dogmatis expers, / quod foveat claro phylosophya sinu: / gloria musarum, vulgo gratissimus auctor, / hic iacet, et fama pulsat utrumque polum: / qui loca defunctis gladiis regnumque gemellis / distribuit, laycis rhetoricisque modis.” The epitaph is reported in Trattatello 91.

10 “poeta / che finge imaginando cose vane… . “ Francesco Stabili, L'acerba, ed. Achille Crespi (Ascoli Piceno, 1927) 4670-71. “lussuriosa, maligna, molle e vaga, / conduce l'uomo a frusto ed a capello; / gloria vana ed insanabil piaga.” L'acerba 4412-13.

11 See L'acerba 707-67, and Antonio Fiammazzo, Il commento più arttico e la più antica versione latina dell'Inferno di Dante (Udine, 1892) 26-35.

12 “iste homo copiosissime deliravit et, ponendo os in caelum, lingua eius transivit in terra.” Matteini, Nevio, lipid antico oppositorepolitico di Dante: Guido Vernani da Rimini: Testo critico del “De Reprobatione Monarchiae” (Padua, 1958) 108 .

13 See Le rimediPiero Alighkri, ed. Giovanni Crocioni (Citta di Castello, 1903) 61-84.

14 See Ezio Levi, “Il canzoniere di maestro Antonio da Ferrara,” Archivio storko ita-liano, 2.4 (1918): 93-128, esp. 117-19.

15 See Novella 121 in Franco Sacchetti, UtrecentonoveUe, ed. Antonio Lanza (Florence, 1984).

16 For an account of the Petrarchan conception of poetry as linguistically inaccessible to the unlearned and its varying influence on Dante's biographers in the early Renaissance, see Tanturli, Giuliano, “II disprezzo per Dante dal Petrarca al Bruni,” Rinascimento, 25 (1985): 199219 .

17 “nec tibi sit durum versus vidisse poete / exulis … / frondibus ac nullis redimiti… . / concivem doctumque satis pariterque poetam / suscipe, perlege, iunge tuis, cole, comproba… . “ Giovanni Boccaccio, Opere latine minori, ed. Aldo Francesco Massera (Bari, 1928), Carmen 3, 5-7, 37-38.

18 “Supervenit opinate satis apud multos scientie, Dantes noster librum ilium minime consumatum asserens, cuius quam vis vulgariter poetantis non audeo sententiam reprobare.” Un ami de Pé: Lettres de Francesco Nelli à Pe'trarque, ed. Henri Cochin (Paris, 1892), Letter 28.

19 See for example Michele Barbi who in comparing the shorter version of the Trattatello found in the second and third redactions with the longer first redaction says that it represents “una scrittura più ordinata, più sobria, piu temperata… sfrondata di tante considerazioni, digressioni, invettive, vane od eccessive … “ (Michele Barbi, ed., La vita nuova by Dante Alighieri [Florence, 1907] CLXXV).

20 “Quanti e quali fossero li pensieri, li sospiri, le lagrime e l'altre passioni gravissime poi in più provetta età da lui sostenute per questo amore, egli medesimo in parte il dimostra nella sua Vita nova, e però più distesamente non euro di raccontarle.” Trattatello 36. The Trattatello uses the Latin title for the Vita nuova in the first redaction.

21 “per la speranza de la mirabile salute nullo nemico mi rimanea, anzi mi giugnea una fiammadicaritade,laqualemifaceaperdonareachiunquem'avesseoffeso… .“Dante Alighieri, La vita nuova, ed. Domenico De Robertis (Milan-Naples, 1980) 11.1.

22 “e qual soffrisse di starla a vedere / diverria nobil cosa, o si morria. / E quando trova alcun che degno sia / di veder lei, quei prova sua vertute, / ché li avvien, ciò che li dona, in salute, / e sí l'umilia, ch'ogni offesa oblia.” Vita nuova 19.9-10.

23 “Se tanto amore e sì lungo poté il cibo, i sonni e ciascuna altra quiete impedire, quanto si dee potere estimate lui essere stato avversario agli sacri studii e alio ‘ngegno? Certo, non poco; come che mold vogliano lui essere stato incitatore di quello, argomento a ciò prendendo dalle cose leggiadramente nel fiorentino idioma e in rima, in laude della donna amata, e acciò che li suoi ardori e amorosi concetti esprimesse, gi` fatte da lui; ma certo io nol consento, se io non volessi già fatte da lui; ma certo io nol consento, se io non volessi già affermare Tomato parlare essere sommissima parte d'ogni scienza; che non è vero.” Trattatello 38.

24 The theme of love's uplifting power can be traced in Ninfalejiesolano 469.7-8, Caccia di Diana 18, Filocolo4.45, Teseida 1.127-38, Comedia delle ninfe florentine 15-16, Amorosa visione 42, and Decameron 5.1. For contrasting studies of Boccaccio's literary treatment of love, see Scaglione, Aldo D., Nature and Love in the Late Middle Ages (Berkeley- Los Angeles, 1963) and Hollander, Robert, Boccaccio's Two Venuses (New York, 1977); for a conciliating view see Smarr, Janet Levarie, Boccaccio and Fiammetta: The Narrator as Lover (Urbana-Chicago, 1986). Millicent Marcus’ “The Sweet New Style Reconsidered,” Italian Quarterly, No. 81 (1980): 5-15, argues that the story of Cimone satirizes the occasional “ideological pretensions” (15) of stil novo followers, but it does not seem to find the Decameron's avowal of love's potential moral benefit insincere.

25 “Cogita … per illam … in quantas miserias corruisti… . Cogita quam multe occupationes te undique circumstent, quibus et utilius et honestius incumberes. Cogita quam multa inter manus tuas inexpleta sint opera, quibus ius suum reddere multo equius foret, nee … hoc brevis punctum temporis partiri.” De Secreto Confiictu Curarum Mearum, ed. Enrico Carrara, in Francesco Petrarca, Prose, ed. Guido Martellotti et al. (Milan-Naples, 1955) 186.

26 According to Ernest Hatch Wilkins, Petrarch's Eight Years in Milan (Cambridge, Mass., 1958) xviii and 176, the Secretum was composed in 1342-1343 and its revision completed in 1358. For Boccaccio's visits to Petrarch in Padua in 1351 and in Milan in 1359 see Branca, Profilo 87-90 and 108-11.

27 ”… mi sforza Amore, / che la strada d'onore / mai nol lassa seguir, chi troppo il crede; / et sento ad ora ad or venirmi al core / un leggiadro disdegno aspro e severo / ch'ogni occulto pensero / tira in mezzo la fronte, ov'altri ‘l vede: / ché mortal cosa amar con tanta fede / quanto a Dio sol per debito convensi, / piú si disdice a chi piú pregio brama.” Francesco Petrarca, Canzoniere, ed. Gianfranco Contini (Turin, 1964)264.92- 101. E. H. Wilkins’ “On Petrarch's Ad Seipsum and I' vo pensando,“Speculum, 32 (1957): 84-91, concludes that “I'vo pensando” was “probably written … 1343-47, and more probably … 1343-45 …” (91) a“d notes “a highly significant correspondence between /’ vopensando and the Secretum” (90). Wilkins’ Life of Petrarch (1961; rpt. Chicago- London, 1963) 47, is the source of his statement on the equivalence of the two works.

28 “Amore acerrimo sed unico et honesto in adolescentia laboravi, et diutius laborassem, nisi iam tepescentem ignem mors acerba sed utilis extinxisset.” Posteritati, ed. P. G. Ricci, in Petrarca, Prose 4. For Ricci's conclusion that the Posteritati was written between 1353 and 1355, see same volume, 698 n.6.

The date of the Trattatello's first redaction, like that of the other two, remains perhaps the single most important question facing students of the work. The current consensus regarding the date stems from Ricci's “Le tre redazioni del ‘Trattatello in laude di Dante,’ “ Studi sul Boccaccio, 8 (1974): 197-214, which assigns the first redaction to the period 1351-55 on paleographical grounds and on grounds that it uses the brief version of Petrarch's defense of poetry's obscurity found in the Collatio Laureationis and seems to ignore the more extensive version of the defense found in the third book of the Invective Contra Medicum. While the merits of Ricci's argument cannot be considered here, it overlooks the best reason for assigning the first redaction to a date following Boccaccio's 1359 visit to Petrarch, namely that the first redaction's ample and enthusiastic references to Homer apparently derive from Leontius Pilate, of whom Boccaccio was aware only from the time of that visit—an argument which Ricci himself develops in his “La prima cattedra di greco in Firenze,” Rinascimento, 3 (1952): 159-65, and which his later article unaccountably fails to address. The marked departure of the Trattatello's vehement anti-love and anti-marriage diatribes from values expressed in the Decameron may be further reason for dating the work later than the 1351—55 “zona” suggested by Ricci's later article (201).

29 “tu me … amicitie tue sacris penetralibus induxisti; nee ego tibi… sed perpetuam et sinceram benivolentiam meam dedi… . “ Francesco Petrarca, Lefamitiari, ed. Vittorio Rossi and Umberto Bosco (Florence, 1933-42) 4: Familiaris 21.15.29.

30 “Hunc ergo audies plena fide, qui omnino quid cogitem et quid agam, que vita mea sit, denique qui me totum et omnes reculas ac speculas meas novit.” Petrarca, Familiari, 4: Familiaris 20.6.7.

31Secretum enim meum es et diceris; michique in altioribus occupato, ut unnmquodque in abdito dictum meministi, in abdito memorabis.” Petrarca, Prose 26.

32 “noctes insomnes,” “macies.” Petrarca, Prose 156. Cf. also Canzoniere 23 “Nel dolce tempo de la prima etade,” one of the earliest of Petrarch's lyrics (for date see Dennis Dutschke, Francesco Petrarca: Canzone 23, from First to Final Version [Ravenna, 1977], ch. 1), which looks back to a time when “Amor nel mio albergo a sdegno s'ebbe” (6), when “Lagrima anchor non mi bagnava il petto rompea il sonno … “ (27-28).

33 “Certo, io mi vergogno dovere con alcuno difetto maculare la fama di cotanto uomo, ma… [f]ra cotanta virtu, tra cotanta scienza, quanta dimostrata é di sopra essere stata in questo mirifico poeta, trovò ampissimo luogo la lussuria, e non solamente ne’ giovani anni, ma ancora ne’ maturi. II quale vizio, come che naturale e comune e quasi necessario sia, nel vero non che commendare, ma scusare non si può degnamente.” Trattatello 171-72.

34 “io mai a me vergogna non reputerò infino nello stremo della mia vita di dover compiacere a quelle cose alle quali Guido Cavalcanti e Dante Alighieri già vecchi e messer Cino da Pistoia vecchissimo onor si tennero, e fu lor caro il piacer loro.” Giovanni Boccaccio, Decameron, ed. Vittore Branca (Turin, 1980) 4.Intr.33.

35 “Pueritia quidem fugit; sed, ut ait Seneca, puerilitas remanet… . Pudeat ergo senem amatorem dici; pudeat esse tarn diu vulgi fabula … .” Petrarca, Prose 182. For other Petrarchan condemnations of love in maturity see Canzoniere 361-362 and another salf-portrayal, the letter to Guido Sette in which Petrarch describes his daily life and congratulates himself for having finally overcome the proddings of the flesh and deplores the shame of those who have not: “quid loquor cum tot libidinosos passim ac deliros senes videam, turpe iuvenibus vel spectaculum vel exemplum …” (Petrarca, Familiari, 3: Familiaris 19.16.3).

36 “Adunque tra tanti e tali non iscusato, ma, accusato con assai meno curva fronte che solo, può passare il nostro poeta.” Trattatello 174.

37 “Egli… , duranti ancora le lagrime della morte della sua Beatrice, …compose … uno volumetto, il quale egli entitolò Vita nova. … E come che egli d'avere questo libretto fatto, negli anni più maturi si vergognasse molto, nondimeno, considerata la sua età, è egli assai bello e piacevole, e massimamente a’ volgari.” Trattatello 175.

38 “E se ne la presente opera, la quale e Convivio nominata… , più virilmente si trattasse che ne la Vita Nuova, non intendo peró a quella in parte alcuna derogare, ma maggiormente giovare per questa quella; veggendo sí come ragionevolmente quella fervida e passionata, questa temperata e virile esser conviene.” Convivio 1.1.16.

39 “e giá detto avea ‘O Beatrice', quando riscotendomi apersi li occhi, e vidi che ero ingannato. E con tutto ciò che io chiamasse questo nome, la mia voce era sì rotta dal singulto del piangere, che queste donne non mi pottero intendere, secondo il mio parere; e avvegna che io vergognasse molto, tuttavia per alcuno ammonimento d'Amore mi rivolsi a loro.” Vita nuova 23.13.

40 “lo mio cuore cominciò dolorosamente a pentere de lo desiderio a cui sì vilmente s'avea lasciato possedere… . E … d'allora innanzi cominciai a pensare di lei… con tutto lo vergognoso cuore.” Vita nuova 39.3.

41 “solvi enim vellet, sed cathenas nollet amittere.” Petrarca, Prose 130.

42 “Questo amore è ferma credenza di tutti che fosse movitore del suo ingegno a dovere, prima imitando, divenire dicitore in volgare; poi, per vaghezza di più solennemente mostrare le sue passioni, e di gloria, sollecitamente esercitandosi in quella, non solamente pass6 ciascuno suo contemporaneo, ma intanto la dilucidò e fece bella… . “ Trattatello 119.

43 “laudevole vaghezza di perpetua fama.” Trattatello 22.

44 ” Vaghissimo fu e d'onore e di pompa per avventura più che alia sua inclita virtù non si sarebbe richesto.” Trattatello 125.

45 “Et tandem quotidiana occupatione non contentus, que … nonnisi presentis evi famam promittebat, … famam inter posteros concupisti. Ideoque … librum historiarum a rege Romulo in Titum Cesarem … aggressus es. Eoque nondum ad exitum perducto (tantis glorie stimulis urgebaris!) ad Africam poetico quodam navigio transivisti… . “ Petrarca, Prose 192.

46 “veggendo … qual fosse la vita degli uomini, e quali fossero gli errori del vulgo, … gli venne nell'animo uno alto pensiero, per lo quale ad una ora, cioè in una medesima opera, propose, mostrando la sua sofficienzia di mordere con gravissime pene i viziosi, econ altissimi premii li valorosi onorare, e a sé perpetua gloria apparecchiare.” Trattatello 176.

47 “Est equidem premium poeticum in primis glorie decus… . Item nominis immortalitas; eaque duplex: prima in se ipsis, secunda in his, quos tali honore dignati sunt.” Collatio Laureationis, ed. Antonietta Bufano et al. (Turin, 1975) 2: 1270-72.

48 “Se tu segui tua Stella, / non puoi fallire a glorioso porto… . “ Dante Alighieri, La commedia secondo l'antica vulgata, ed. Giorgio Petrocchi (Milan, 1966-67) 2: Inf. 15.55-56.

49 “m’ insegnavate come l'uom s'etterna… .“Dante, Commedia, 2: Inf. 15.85-86. “s'io al vero son timido amico, / temo di perder viver tra coloro / che questo tempo chiameranno antico.” Dante, Commedia, 4: Par. 17.118-20.

50 “finis totius et partis est removere viventes in hac vita de statu miserie et perducere ad statum felicitatis.” Epistole, ed. Arsenio Frugoni and Giorgio Brugnoli, in Dante Alighieri, Opere minori, ed. Pier Vincenzo Mengaldo et al. (Milan-Naples, 1979) 2:Epistola 13.39.

51 See Paradiso 25.1-9.

52 “Nonne triumphales melius pexare capillos / et patrio, redeam si quando, abscondere canos / fronde sub inserta solitum flavescere Sarno?” Egloge, ed. Enzo Cecchini, in Dante Alighieri, Opere minori, 2: Eclogue 1, 42-44

53 “E per questa vaghezza [d'onore e di pompa] credo che oltre ad ogni altro studio amasse la poesia… . E perciò, sperando per la poesi alio inusitato e pomposo onore della coronazione dell'alloro poter pervenire, tutto a lei si diede e istudiando e componendo.” Trattatello 125-26.

54 “il cantare con eccelso verso le battaglie e gli altri notabili fatti degli uomini mescolatamente con quegli degl'iddii… fu e è oggi… uficio ed esercizio di ciascuno poeta.” Trattatello 137.

55 Petrarch himself characterizes his letter's discussion of poetry as defensive: “Hec pro stili [i.e., of Petrarch's addressing his brother not in prose but in the poetic hexameters enclosed] excusatione premissa sint” (emphasis added). Petrarca, Familiari, 2: Fatniliaris 10.4.9. According to Arnaldo Foresti, Aneddoti della vita di Francesco Petrarca (Brescia, 1928) 191, Familiaris 10.4 was written in 1349.

56 “theologie quidem minime adversa poetica est. Miraris? parum abest quin dicam theologiam poeticam esse de Deo… . “ Petrarca, Familiari, 2: Familiaris 10.4.1.

57 “Dico che la teologia e la poesia quasi una cosa si possono dire … ; anzi dico più: che la teologia niuna altra cosa è che una poesia di Dio.” Trattatello 154.

58 “Non il presente nostro autore, la luce del cui valore è per alquanto tempo stata nascosa sotto la caligine del volgar materno, e cominciato da grandissimi litterati ad essere disiderato e ad aver caro?” Esposizioni sopra la Comedia di Dante, ed. Giorgio Padoan, Vol. 6 of Tutte le opere di Giovanni Boccaccio (Milan, 1974) 15.97.

59 For date of Boccaccio's religious vows, see Branca, Profilo 109.

60 “[era] costumatoy quante volte la volgar turba gli rincresceva, di ritrarsi in alcuna solitaria parte e, quivi speculando, … premeditare alcune invenzioni peregrine o alcune cose comporre le quali appo li futuri facessero lui morto viver per fama … .“Trattatello 51.

61 “Egli, usato di vegghiare ne’ santi studii, … con gl'imperadbri, co’ re e con qualunque altri altissimi prencipi ragionava; disputava co’ filosofi e co’ piacevolissimi poeti si dilettava… . “ Trattatelh 49.

62 “certo il suo desiderio veniva intero, se tanto gli fosse stata la Fortuna graziosa… . “ Trattatello 126.

“ingiusta e furiosa dannazione,” “maculazione della gloriosissima fama.” Trattatello 5.

For the evergreen, lightning-proof, and sweet-smelling properties of the laurel recounted in the Trattatello (159-61), compare Petrarch's Collatio Laureationis 1274-82, from which, “tra l'altre più sue propietà (the Collatio lists seven), Boccaccio has chosen “tre laudevoli e notevoli molto” (160). Boccaccio's goal of establishing Dante's reputation on a par with that of Petrarch's is peculiar to the Trattatello's first redaction, and for that reason this study does not take up the Trattatello's other two redactions, conventionally known as the shorter Compendio and longer Compendio. Carlo Paolazzi, in his “Petrarca, Boccaccio e il ‘Trattatello in laude di Dante,’ “ Studi danteschi, 55 (1983): 165-249, argues that the Compendia's revision of the Trattatello's first redaction was undertaken in response to Petrarch's Familiaris 21.15 and that as such its purpose is to deemphasize Dante's title to parity with Latin poets, ancient or modern, and by insisting only on Dante's claim to the “vernacular palm” effectively to remove Dante from competition with Petrarch.

63 “motivi cari alia nuova cultura umanistica.” Giorgio Padoan, “Giovanni Boccaccio,” Encklopedia dantesca, 1: 648. This article's discussion of the Trattatello and of Boccaccio's devotion to Dante generally is the best brief account available.

64 Meiss, Millard, Painting in Florence and Siena after the Black Death (1951; rpt. New York, 1964) 160 .

65 “La soggezione del Boccaccio a tradizioni e a schemi letterari nel narrare esperienze del tutto personali none… limitata soltanto alia propria storiad'amore… .Ognivolta che la sua fantasia narrativa vuole presentare fatti reali o storici, sembra non sappia avvicinarli quasi mai direttamente … , ma soltanto atraverso lo schermo di precedenti narrazioni letterarie.” Vittore Branca, “Schemi letterari e schemi autobiografici nell'opera del Boccaccio,” La bibliofilia, 49 (1947): 1-40, at 29. An account of how the Trattatello's physical portrait of Dante may reflect the influence of medieval physiognomical treatises can be found in Luba Freedman's “A Note on Dante's Portrait in Boccaccio's ‘Vita,’ “ Studi sul Boccaccio, 15 (1985-1986): 253-63.

66 “desiderio … di nobilitare letterariamente la sua storia di passione.” Branca, “Schemi” 12.

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