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STRATEGIE PER LO STUDIO DELLO SVILUPPO POLITICO

  • Gabriel A. Almond

Introduzione

Alla fine degli anni cinquanta gli sforzi intellettuali dei teorici dello sviluppo politico incominciarono ad essere criticati da Iogici, da filosofidella scienza, da sociologi politici e da economisti o scienziati politici che applicavano modelli economici all'analisi politica. Forse la prima critica e la piú cocente venne dal filosofo e Iogico Carl Hempel, Hempel sostiene che la teoria antropologico-sociologica del funzionalismo è una forma logicamente insufliciente di spiegazione. La sua critica e diretta principalmente contro I'aflerrnazione che tutte Ie caratteristiche e Ie istituzioni sociali sono in qualche modo funzionali e servono all'adattamento dal punto di vista della societa, della cultura, del sistema sociale nel suo complesso. I concetti di funzionalità o di capacità di adattamento sono definiti in maniera cosí vaga che si può dire che qualsiasi caratteristica culturale vi contribuisca. Rispetto al tipo piú generico di funzionalismo sistemico che afferma soltanto l'interdipendenza delle varie cornponenti dei sistemi sociali e politici, Hempel sostiene che non si tratta di una spiegazione causale, rna di un semplice insieme di ipotesi concernenti 1' « associazione » di strutture e di rnodelli sociali; di una combinazione di ipotesi di tipo probabilistico e nondi una teoria esplicativa.

Dal punto di vista logico, il funzionalismo sistemico è giustamente criticabile, nel complesso, poiché non fornisce una «spiegazione». Il modello sistemico della politica è quel che oggi si chiamerebbe un paradigma, poiché afferma l’interdipendenza delle parti dei sistemi politici. Il suo intendimento è di porre le componenti individuali dei processi politici in un contesto o, nelle parole di Talcott Parsons: «Un sistema è il concetto che si riferisce sia ad un complesso di interdipendenze fra parti, componenti e processi che implicano regolarità osservabili di rapporti sia ad un tipo simile di interdipendenze tra questo insieme e l’ambiente che lo circonda. Un sistema in questo senso è pertanto il concetto intorno al quale è e deve essere organizzata ogni teoria raffinata nelle discipline che cercano di fornire generalizzazioni concettuali. Questo perché qualsiasi regolarità di rapporti può essere compresa in maniera piú adeguata se si prende in considerazione l’intero complesso di interdipendenze multiple delle quali essa costituisce una parte ». È qui implicita l’ipotesi dell’associazione reciproca fra gli elementi dei sistemi politici e i loro ambienti.

Un'altra critica importante venne da Alvin Gouldner che sostiene che I'ipotesi di reciprocita tra le componenti dei sisterni sociali si fonda troppo suanalogie con sistemi meceanici e biologici dove si ritrovano una stretta fusione delle partie forti interdipendenze e dove i meccanismi omeostatici funzionano chiaramente in modo da mantenere il sistema a livelli di operazione efficiente. Queste analogie meccaniche e biologiche sono criticate da Gouldner come fuorvianti nella deserizione e nella spiegazione dei sistemi sociali. Nei sistemi sociali, a suo modo di vedere, le componenti possono operare in isolamento relativo e gli adattamenti derivanti da interazioni possono essere ritardati a lungo e essere meno prevedibili. Le critiehe sia di Hempel che di Gouldner sono centrate rna nessuno dei due sostiene che il funzionalismo sistemico non possa avere un proprio ruolo in una strategia di spiegazione delle prestazioni dei sisterni politici. Si può pensare al funzionalismo sistemico come ad uno schema teorico di una specie di mappa contestuale. Esso richiede allo studioso di porre qualsiasi relazione

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